Pistoia è capoluogo di provincia e sede vescovile. E' situata all’estremità nord ovest del piano di Firenze, ai piedi dell’Appennino. E’ la città più settentrionale tra le città toscane, sorge ai piedi della catena appenninica e il suo territorio è delimitato dal corso dei torrenti Brana ed Ombrone. La città è attraversata da diversi corsi d'acqua, nessuno però di grandi dimensioni e tutti caratterizzati da un regime spiccatamente torrentizio. Il principale di essi è l’Ombrone Pistoiese che lambisce ad ovest la città. Pistoia si trova a circa 65 m. s. l.m. ed ha un clima mite.
La città di Pistoia ha origini romane ed è nota alle fonti sin dai primi del II secolo a. C. La città nel V secolo subì il saccheggio dei Goti con la dominazione longobarda, che si rivelò molto significativa per Pistoia, in quanto la città acquisì un ruolo strategico. Le importanti istituzioni religiose che durante l’ VIII secolo sorsero fuori della cerchia urbana contribuirono a allo sviluppo urbano di Pistoia che a partire dal IX secolo, si sviluppò ulteriormente intorno alla corte vescovile.
Nel corso del XV anche Pistoia, come altre città della Toscana, si trovò sotto il dominio mediceo . In questo periodo visse in pace e prosperità; anche la sua economia conobbe un periodo di ricchezza. E proprio in questi anni che vennero costruiti i tanti palazzi gentilizi che sono dislocati lungo le vie della città. Il santo patrono di Pistoia è San Jacopo che si festeggia il 25 luglio
Pistoia fu fondata nel nel II secolo a.C. per appoggiare le truppe romane in lotta contro i Liguri. Divenne subito un oppidum di Roma. La città è menzionata anche da Sallustio, che riporta la battaglia del 62 a.C. in cui perse la vita Catilina.
dalla citta` e` ancora visibile la torre che prende il suo nome, dove si dice il generale ribelle perse la vita.
Con ogni probabilità il primo nucleo di Pistoia sorse su una specie di terrazzo alluvionale, formatosi grazie ai depositi creati dal torrente Ombrone.
È stata esclusa per molto tempo la presenza degli Etruschi[ ma tre recenti ritrovamenti archeologici di questa civiltà lasciano presupporre il contrario. uno di questi e` stato scoperto sotto il palazzo dei Vescovi, in Piazza del Duomo, per molto tempo sede del potere temporale della chiesa sulla citta`.
presumbilmente che una presenza etrusca vi sia stata anche nel territorio pistoiese, a partire dal VI secolo a.C., lungo un itinerario transappenninico, quale via di comunicazione per raggiungere i centri di Misa, Felsina (Bologna), Modena, Mantova, Parma, Piacenza e sull' Adriatico Spina, Adria, Ravenna e Rimini. Pistoia invece non doveva esserci ancora all'epoca del passaggio di Annibale dalla pianura dell'Ombrone durante la seconda guerra punica.
SIcuramente e` confermato che i Romani furono presenti sul territorio Pistoiese, nel II sec. a.C., quando i Romani iniziarono le guerre contro i Liguri per impadronirsi del territorio montagnoso, l'Appennino pistoiese, occupato da queste bellicose popolazioni. L'ultima battaglia, quella decisiva con cui il console Flaminio battè i Liguri Friniati, è del 176 a.C.: Pistoia doveva essere già nata. ma non e` ancora sicuro quale fu il primo nome attribuito alla citta`, forse Pistorium, Pistoria o Pistoria
Abbastanza presto la località acquistò importanza grazie alla via Cassia che la attraversava. Iniziò anche, nel territorio pistoiese, la costruzioine romana e si diffusero i numerosi toponimi che ancor oggi si rilevano. Sallustio racconta della vicenda di Catilina, che, stretto fra due legioni regolari, dovette impegnare - proprio nei dintorni di Pistoia - la battaglia che gli costò la vita nel 62 a.C. Poche le tracce di epoca romana: un tratto pavimentato della Via Cassia, trovato nell'angolo nord ovest di Piazza del Duomo in un saggio di scavo; le rovine della villa del periodo imperiale di un dominus locale in piazza del Duomo, nel tratto compreso fra il palazzo comunale e il campanile ed il lato nord; le tracce murarie (sempre di età imperiale) nel sottosuolo del palazzo dei vescoci, costruzione che chiude a sud la stessa piazza
Nel 1105 Pistoia diviene un Comune autonomo con impronta filo-imperiale e poi ghibellina Pistoiese è il documento italiano più antico (1117) dell' eta` cpmunale . Nel 1180 i confini del territorio Pistoiese erano dunque: a est Serravalle con Lucca, a ovest Montemurlo,con Firenze, a sud il fiume Arno sempre con Firenze e a nord il crinale appenninico con Bologna.
In seguito Pistoia rimase sotto il controllo di Firenze e ci furono fasi di pace interotte comunque dalle frequenti lotte interne tra le due famiglie piu` conosciute e potenti della citta`, i Panciatichi e dei Cancellieri.
Contro Pistoia e` dedicata una dura invettiva nell' inferno di Dante Alighieri nella DIvina Commedia, dopo i Canti XXIV e XXV dove viene presentato il ladro pistoiese Vanni Fucci. Dante prese spunto da questo per far passare in cattiva luce tutta la citta`.
Con il Fascismo nel 1927 Pistoia divenne una delle nuove provincie"create" dal Duce. Questa deisgnazione fu accolta come una "riparazione" alla realtà il vendetta granducale che aveva ribassato la città a sotto-prefettura pochi anni prima e risollevò la popolarità del fascismo nel capoluogo.
La nascita della nuova provincia ha creato alcuni malumori nelle provincie vicine di Modena e Bologna, anche perche` queste provincie persero alcune parti del territorio che geograficamente sono emiliane, ma che furono (e lo sono anche attualmente) cedute alla provincia di Pistoia, tipo il versante emiliano del passo dell'abetone (e Val di Luce), dato che le due piramidi construite sul passo stesso delimitavano il confine naturale tra la Toscana e l' Emilia.
Le frazioni di Pistoia rivestono particolare importanza per l'economia locale. Chiazzano, Masiano e Ramini sono zone della piana ricche dei vivai, che rendono la città di Pistoia nota in Europa per la bellezza dei suoi prodotti della terra, per questo che Pistoia e` anche chiamata la "Capitale del Verde.
A nord e nord ovest della città. Le piccole frazioni collinari che fanno da cornice a Pistoia rappresentano il più classico paesaggio toscano, dove olivi e cipressi sono protagonisti. La vocazione agricola tipica della mezzadria ha plasmato il paesaggio con terrazzamenti una volta coltivati a vigneto oggi solo ad oliveto, ultimamente il bosco sta` lentamente riprendendo gli spazi "rubati" dall' agricoltura molti anni fa, per il fatto che le nuove generazioni non hanno piu` lo stimolo per coltivare la terra.
Fin dall'antichità la città è stata famosa per la qualità degli ortaggi e dei frutti che produceva l'agricoltura. Merito di tre principali fattori: l'esposizione, il clima, la disponibilità di acqua. Pistoia si trova ai piedi dell'Appennino che la protegge dai venti freddi provenienti da Nord ed al tempo stesso le fornisce acqua in abbondanza. Il terreno è di natura alluvionale, unico nel suo genere perché sabbioso ed argilloso al tempo stesso, ideale per lo sviluppo dell'apparato radicale delle piante. Il clima dovuto alla posizione ed all'esposizione favorisce la vegetazione, a Pistoia molte piante riescono a vegetare dalle tre alla quattro volte durante il periodo primaverile autunnale, contro una o due volte di altre località. Nel 1859 la facoltà di Agraria di Firenze iniziò a coltivare alcune piante da fiore destinate ad importanti ville fiorentine. Subito emerse che le piante prodotte a Pistoia (allora nei terreni della zona di Piazza del Carmine, in pieno centro) avevano una qualità ed un vigore superiori. In breve tempo la domanda crebbe e si iniziò a produrre in proprio. A causa della domanda in pochi anni i vivai crebbero in maniera geometrica, uscendo dagli orti cittadini ed espandendosi fuori dalle mura, nelle campagne circostanti. Con l'arrivo del nuovo secolo Pistoia divenne un potente snodo ferroviario e con un ingegnere francese appassionato di botanica, assunto dalle Ferrovie dello Stato per supervisionare i lavori, iniziò la coltura di piante ornamentali come magnolie, lagerstroemie, cipressi e betulle. In pochi anni Pistoia divenne un grande unico vivaio giardino con migliaia di specie e varietà coltivate. Dopo la prima grande guerra e dopo la seconda guerra mondiale il vivaismo pistoiese ebbe un notevole sviluppo, furono inventate tecniche di coltivazione, sistemi di conservazione delle piante fuori terra, ricercate e sperimentate nuove varietà.
Le piante pistoiesi sono ora come ora esportate in tutta europa, specialmente verso il nord europa.
da mensionare anche la Breda Ferroviaria (ora parte dell' Ansaldo Breda), la fabbrica nacque a Pistoia come San Giorgio, con la sede costruita vicino al centro citta`, ma dopo alcuni anni la sede e` stata spostata a ridosso della supestrada, mentre la vecchia sede (chiamata comunemente Ex Breda) e` ora oggetto di investimenti immobiliari che miglioreranno sicuramente la bellezza della citta`.
Pistoia ha ancora molti monumenti intatti e di rara bellezza, come Piazza del Duomo, il vecchio ospedale del Ceppo, la fortezza di Santa Barbara. IL palazzo dei Vescovi e il Museo CIvico.
DOpo alcuni anni di "abbandono" il comune di Pistoia ha investito molto per migliorare la vivibilita` del centro storico, che insieme all'apertura di molti locali notturni (Pub e locande tipiche toscane) ha creato i pressuposti per rendere Pistoia una citta` attrattica anche a livelo turistico.
negli ultimi anni Pistoia e` diventata meta ambita di numerosi flussi turistici proveniente dal nord europa (olanda, Danimarca e dagli Stati Uniti)