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MONTEPULCIANO & VALDICHIANA

Montepulciano è un comune di 13.883 abitanti della provincia di Siena.

Dai vigneti del comune si ricava il vino Nobile di Montepulciano

a storia di Montepulciano è da sempre intimamente legata alla fama delle sue vigne e del suo vino. Un' antica leggenda vuole Montepulciano fondata per volontà del presunto re etrusco Lars Porsenna. Si dice, infatti, che egli si trasferì da Chiusi sull'antico colle di Mons Mercurius seguito dagli abitanti di Chiusi che più tardi cambiarono il nome del colle in Mont Politicus. Fin dalle sue origini remotissime Montepulciano fonde con il vino la sua storia come testimonia una kylix (tazza da vino) a figure rosse di produzione chiusina rinvenuta nel 1868, insieme a numerosi oggetti in bronzo in una tomba etrusca nei pressi del paese toscano. La tazza, infatti, recava la rappresentazione di Flufluns, il Bacco etrusco dio del vino, che gioca insieme ad una menade al cottabo, un gioco in cui il vino era protagonista. Livio nelle sue "Storie" (V,33), riferisce che i Galli calarono in Italia attratti proprio dal vino di quelle colline che un etrusco di Chiusi, tal Arrunte, aveva fatto loro assaggiare per convincerli a varcare le Alpi e vendicarsi così del suo Locumone, per una banale questione di gelosia. Comunque, il documento più antico riferibile al vino di Montepulciano è del 789: il chierico Arnipert offre alla chiesa di San Silvestro o di San Salvatore a Lanciniano sull'Amiata, un pezzo di terra coltivata a vigna posta nel castello di Policiano. In seguito il Ripetti nel suo "Dizionario storico e geografico della Toscana" cita un documento che risale al 1350 nel quale si stabiliscono le clausole per il commercio e l'esportazione del vino di Montepulciano.

E' comunque documentato fin dall'Alto Medioevo che i vigneti di Mons Pulitianus producevano vini eccellenti e alla metà del 1500 Sante Lancerio, cantiniere di papa Paolo III Farnese, celebrava il Montepulciano perfettissimo tanto il verno quanto la state odorifero, polputo, non agrestino, né carico di colore, sicchè è vino da Signori per le tavole dei nobili, appunto, anche se le etichette più remote indicavano semplicemente Rosso Scelto di Montepulciano. Passando dal periodo medevale al XVII secolo, ricordiamo come Francesco Redi, insigne non solo come medico e naturalista, ma anche come poeta, esaltasse, nel suo ditirambo "Bacco in Toscana" del 1685, con tanta efficacia il vino. Il Redi immagina che Bacco e Arianna elogino i migliori vini della Toscana: Bella Arianna con bianca mano versa la manna di Montepulciano, colmane il tonfano, e porgilo a me. Questo liquore, che sdrucciola al core, oh, come l'ugola e baciami e mordemi! oh, come in lacrime agli occhi disciogliemi! Me ne strasecolo, me ne strabilio e fatto estatico vo in visibilio. Onde ognun che di Lieo riverente il nome adora, ascolti questo altissimo decreto, che Bassareo pronuncia e gli dia fé: Montepulciano d'ogni vino è Re!

Montepulciano, come del resto tutta la zona sud della Toscana, e diventata una grande attrazione a livello turistico, e il ha portato in alto nel mondo il nome della regione stessa

il paesaggio e` molto bello e caratteristico, basato sulle dolci colline coperte di viti e ulivi della Valdichiana.
La Val di Chiana si presenta come un solco vallivo lungo circa 100 km ed esteso per circa 1832 km². La valle si protende da nord verso sud tra la conca di Arezzo e la piana di Orvieto e ricomprende l'intero bacino idrografico del Canale Maestro della Chiana, il principale corso d'acqua, che nasce dal Lago di Chiusi. A est è delimitata dalla fascia dei Preappennini, dove sorgono i rilievi montuosi più alti della zona: l'Alta Sant'Egidio (1057 m), il monte Lignano (837 m) e il monte Corneta (744 m). Ad ovest invece giunge fino alla Val d'Orcia.
Il paesaggio è prevalentemente collinare, con una lunga fascia pianeggiante in prossimità del Canale Maestro. L'altitudine media è di circa 405 m s.l.m..

In Valdichiana sono stati riportati alla luce reperti Etruschi, e infatti con loro L'area conobbe in effetti un periodo di grande floridezza, grazie ad efficaci tecniche di produzione agricola importate dagli etruschi e ai fiorenti commerci che essi avviarono. L'influenza delle lucumonie di Arezzo, Cortona e Chiusi permise una sistematica coltivazione delle terre chianine a cereali, specie il farro, molto apprezzato dagli etruschi. Inoltre la notevole portata d'acqua del Clanis consentì agli etruschi la sua navigazione con piccole imbarcazioni per il commercio di prodotti alimentari, manufatti e per il semplice transito umano e animale.

Lo splendore e l'importanza della Val di Chiana in età etrusca è testimoniato anche dagli innumerevoli reperti archeologici provenienti dai vari centri chianini, specie dalle antiche lucumonie di Arezzo, Cortona e Chiusi.

La sconfitta di Veio ad opera di Roma e la progressiva occupazione dell'Etruria da parte della Repubblica Romana cui fece capo la sconfitta etrusca a Sentino (295 a.C.), permisero ai romani l'ingresso nella stessa Val di Chiana

La Valdichiana e` stata bonificata e attualmente è una delle zone agricole più fertili d'Italia. La popolazione locale è dedita in buona percentuale al settore primario (agricoltura, allevamento e attività collegate), condotto mediante aziende agricole, ma anche da parte di coltivatori diretti, possidenti di fondi più o meno estesi.

Seguono in dettaglio le principali attività economiche esercitate in Val di Chiana.
La Valle e` conosciuta anche perbonta` dMontepulciano è un comune di 13.883 abitanti della provincia di Siena. Dai vigneti del comune si ricava il vino Nobile di Montepulciano a storia di Montepulciano è da sempre intimamente legata alla fama delle sue vigne e del suo vino. Un' antica leggenda vuole Montepulciano fondata per volontà del presunto re etrusco Lars Porsenna. Si dice, infatti, che egli si trasferì da Chiusi sull'antico colle di Mons Mercurius seguito dagli abitanti di Chiusi che più tardi cambiarono il nome del colle in Mont Politicus. Fin dalle sue origini remotissime Montepulciano fonde con il vino la sua storia come testimonia una kylix (tazza da vino) a figure rosse di produzione chiusina rinvenuta nel 1868, insieme a numerosi oggetti in bronzo in una tomba etrusca nei pressi del paese toscano. La tazza, infatti, recava la rappresentazione di Flufluns, il Bacco etrusco dio del vino, che gioca insieme ad una menade al cottabo, un gioco in cui il vino era protagonista. Livio nelle sue "Storie" (V,33), riferisce che i Galli calarono in Italia attratti proprio dal vino di quelle colline che un etrusco di Chiusi, tal Arrunte, aveva fatto loro assaggiare per convincerli a varcare le Alpi e vendicarsi così del suo Locumone, per una banale questione di gelosia. Comunque, il documento più antico riferibile al vino di Montepulciano è del 789: il chierico Arnipert offre alla chiesa di San Silvestro o di San Salvatore a Lanciniano sull'Amiata, un pezzo di terra coltivata a vigna posta nel castello di Policiano. In seguito il Ripetti nel suo "Dizionario storico e geografico della Toscana" cita un documento che risale al 1350 nel quale si stabiliscono le clausole per il commercio e l'esportazione del vino di Montepulciano. E' comunque documentato fin dall'Alto Medioevo che i vigneti di Mons Pulitianus producevano vini eccellenti e alla metà del 1500 Sante Lancerio, cantiniere di papa Paolo III Farnese, celebrava il Montepulciano perfettissimo tanto il verno quanto la state odorifero, polputo, non agrestino, né carico di colore, sicchè è vino da Signori per le tavole dei nobili, appunto, anche se le etichette più remote indicavano semplicemente Rosso Scelto di Montepulciano. Passando dal periodo medevale al XVII secolo, ricordiamo come Francesco Redi, insigne non solo come medico e naturalista, ma anche come poeta, esaltasse, nel suo ditirambo "Bacco in Toscana" del 1685, con tanta efficacia il vino. Il Redi immagina che Bacco e Arianna elogino i migliori vini della Toscana: Bella Arianna con bianca mano versa la manna di Montepulciano, colmane il tonfano, e porgilo a me. Questo liquore, che sdrucciola al core, oh, come l'ugola e baciami e mordemi! oh, come in lacrime agli occhi disciogliemi! Me ne strasecolo, me ne strabilio e fatto estatico vo in visibilio. Onde ognun che di Lieo riverente il nome adora, ascolti questo altissimo decreto, che Bassareo pronuncia e gli dia fé: Montepulciano d'ogni vino è Re! Montepulciano, come del resto tutta la zona sud della Toscana, e diventata una grande attrazione a livello turistico, e il ha portato in alto nel mondo il nome della regione stessa il paesaggio e` molto bello e caratteristico, basato sulle dolci colline coperte di viti e ulivi della Valdichiana. La Val di Chiana si presenta come un solco vallivo lungo circa 100 km ed esteso per circa 1832 km². La valle si protende da nord verso sud tra la conca di Arezzo e la piana di Orvieto e ricomprende l'intero bacino idrografico del Canale Maestro della Chiana, il principale corso d'acqua, che nasce dal Lago di Chiusi. A est è delimitata dalla fascia dei Preappennini, dove sorgono i rilievi montuosi più alti della zona: l'Alta Sant'Egidio (1057 m), il monte Lignano (837 m) e il monte Corneta (744 m). Ad ovest invece giunge fino alla Val d'Orcia. Il paesaggio è prevalentemente collinare, con una lunga fascia pianeggiante in prossimità del Canale Maestro. L'altitudine media è di circa 405 m s.l.m.. In Valdichiana sono stati riportati alla luce reperti Etruschi, e infatti con loro L'area conobbe in effetti un periodo di grande floridezza, grazie ad efficaci tecniche di produzione agricola importate dagli etruschi e ai fiorenti commerci che essi avviarono. L'influenza delle lucumonie di Arezzo, Cortona e Chiusi permise una sistematica coltivazione delle terre chianine a cereali, specie il farro, molto apprezzato dagli etruschi. Inoltre la notevole portata d'acqua del Clanis consentì agli etruschi la sua navigazione con piccole imbarcazioni per il commercio di prodotti alimentari, manufatti e per il semplice transito umano e animale. Lo splendore e l'importanza della Val di Chiana in età etrusca è testimoniato anche dagli innumerevoli reperti archeologici provenienti dai vari centri chianini, specie dalle antiche lucumonie di Arezzo, Cortona e Chiusi. La sconfitta di Veio ad opera di Roma e la progressiva occupazione dell'Etruria da parte della Repubblica Romana cui fece capo la sconfitta etrusca a Sentino (295 a.C.), permisero ai romani l'ingresso nella stessa Val di Chiana La Valdichiana e` stata bonificata e attualmente è una delle zone agricole più fertili d'Italia. La popolazione locale è dedita in buona percentuale al settore primario (agricoltura, allevamento e attività collegate), condotto mediante aziende agricole, ma anche da parte di coltivatori diretti, possidenti di fondi più o meno estesi. Seguono in dettaglio le principali attività economiche esercitate in Val di Chiana. La Valle e` conosciuta anche perbonta` della Carne delle mucche Chianine. La valle e` sicuramente da visitare, per assaporare il buon vino o olio tipicamente toscano e rivivere ancora una volta le splendide tradizioni di un tempo molto lontano. Portale della Val di chiana Tuscanhollidays.net Terra di Siena ella Carne delle mucche Chianine.

La valle e` sicuramente da visitare, per assaporare il buon vino o olio tipicamente toscano e rivivere ancora una volta le  splendide tradizioni di un tempo molto lontano.

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